Dall’Abbazia di Vezzolano al Colle Don Bosco

Camminando tra vigne e boschi nelle Terre dei Santi, per poi attraversare Castelnuovo Don Bosco e arrivare al Colle sul sentiero di San Domenico Savio. Questa tappa è una delle più belle del Cammino.

Note tecniche

Partenza: Abbazia di Vezzolano (426 m)
Arrivo: Colle Don Bosco (245 m)
Lunghezza: km 16,2
Dislivello: m 310
Difficoltà: escursionistica, con discesa iniziale e successivo percorso lievemente ondulato
Ristoro: possibilità di ristoro nel piazzale della Canonica di Vezzolano, a Castelnuovo Don Bosco e ad Albugnano
Acqua: a Castelnuovo Don Bosco (Casetta H2O in piazza Italia, fontanelle in via Monsignor Bertagna e in via Valdocco), a Mondonio (piazza San Sebastiano), a Morialdo (Oasi spiritualità davanti alla Chiesa di San Pietro) e 3 fontanelle al Colle Don Bosco

Descrizione

Terminata la visita alla Canonica, ritornare indietro fino al Colle della Crocetta per imboccare a sinistra il Sentiero n. 101 che scende abbastanza ripidamente verso Castelnuovo Don Bosco, che dista a questo punto poco più di 5,5 km. Continuare a scendere attraverso i boschi lungo lo stretto sentiero, oltrepassando il Rio di Nevissano, superando un pilone votivo e arrivando alle Ca di Liso nella valle di Nevissano: qui tralasciare la strada asfaltata sulla destra che raggiunge la frazione Bardella per proseguire la discesa alla volta della graziosa Chiesetta di San Michele Arcangelo (XVIII sec.) che sorge su una piccola altura. Superati prima un secolare esemplare di biancospino, unico per le inusuali dimensioni, poi le Case Tarantino, si giunge alla Chiesa di Santa Maria in Cornareto (risalente al XII secolo, con successivi rimaneggiamenti e ricostruzione integrale nel 1984), posta su un’altura contrapposta a San Michele, con una straordinaria vista panoramica. Tra splendidi vigneti in cui prevale il Malvasia, proseguire verso il fondovalle per giungere rapidamente, con un ultimo tratto alquanto compromesso che richiede attenzione e prudenza soprattutto in caso di fondo bagnato, alla Chiesa di Sant’Eusebio (sec. XII-XVII), sulla SP16 per Berzano (in caso di maltempo può essere preferibile seguire un percorso alternativo per la prima parte della tappa: dal Colle della Crocetta scendere a destra, per tenere la sinistra 300 metri dopo e seguire prima il sentiero e poi la stradina per 1300 metri. Giunti alle case di Pogliano, al bivio proseguire diritto attraversando l’abitato per poi svoltare a sinistra su sentiero a circa 400 m dal bivio. Percorrere il sentiero per circa 500 metri, fino a incrociare la strada asfaltata del Lis e proseguire diritto sulla traccia principale, raggiungendo a breve le Ca di Liso e la Chiesetta di San Michele Arcangelo). Successivamente svoltare a sinistra, proseguendo nell’abitato di Castelnuovo lungo via Vittorio Emanuele, per raggiungere piazza Don Bosco. Da qui inizia una salita a tornanti che segue via Mercadillo, arriva alla Chiesa di Sant’Andrea lasciandola sulla destra e continua per via Madonna del Castello (omonima chiesetta barocca accanto alla torre rimaneggiata dell’antico castello) fino alla Chiesa di San Sebastiano, dove si mantiene la destra salendo sulla vecchia strada per Albugnano. Si prosegue dritto e superate le chiesette della Madonna del Ròch, di San Barnaba, di San Pietro in Zucca (edificio bianco) svoltare a destra nei pressi della Cascina Miretti, scendendo su una carrareccia verso l’agriturismo I rosmarini, per poi percorrere un sentiero tra i vigneti con vista panoramica su Pino d’Asti. Raggiunto un gruppo di cascine nei pressi della borgata Ranello (a sinistra bella vista su Mondonio), continuare diritto fino a che la strada asfaltata volge a destra: in questo punto occorre invece prendere a sinistra il sentiero che si inoltra nel bosco proseguendo fino ad alcune case; di qui si scende ancora a sinistra ai margini di un bosco e delle case con giardino fino al fondovalle. Attraversati i campi mantenendosi sui bordi, si arriva sulla SP81 e si sale a Mondonio San Domenico Savio, fino alla Chiesa di San Giacomo. Scendere lungo via San Rocco, superando la casa dove morì San Domenico, fino ad arrivare alla SP17 (piazza nei pressi del cimitero dove il Santo venne sepolto finché i Salesiani non lo vollero nella Basilica di Maria Ausiliatrice accanto a Don Bosco), dopo aver percorso circa 5,5 km da Castelnuovo. Subito dopo aver attraversato la provinciale svoltare a destra sul ponticello, imboccando il Sentiero di San Domenico Savio che conduce a Morialdo con 3 km di cammino in piano tra campi, prati e boschi coronati da una salitella finale. A Morialdo si svolta a sinistra sulla SP130 (cosiddetta Strada del Papa), per giungere finalmente al Colle Don Bosco (H) dopo aver percorso altri 1,5 km.

Sulle tracce di Don Bosco

Colle Don Bosco

Su questa collina, nella borgata Becchi di Castelnuovo d’Asti, Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una modesta cascina dove ora sorge il Tempio di Don Bosco. Figlio dei contadini Francesco Bosco e Margherita Occhiena, rimase orfano di padre a soli due anni e conobbe un’infanzia molto dura. All’età di nove anni, in seguito a un sogno che gli preannunciava una vita dedicata all’assistenza spirituale dei giovani, decise che sarebbe diventato sacerdote.

Capriglio

Luogo natale di Margherita Occhiena (1 aprile 1788 – Torino, 25 novembre 1856), madre di Giovanni Bosco. In questo paesino a 2 km dai Becchi, Giovannino frequentò le prime sommarie scuole elementari negli inverni 1824 e 1825, imparando a leggere, a scrivere e a far di conto. Dal 1988, anno centenario della morte del Santo e anno bicentenario della nascita di Margherita Occhiena, si sono svolti i raduni degli Occhiena -provenienti da tutta Italia- discendenti diretti e non di mamma Margherita. A questa figura è dedicato il Museo mamma Margherita che, oltre a atti genealogici, foto storiche della casa natale, ricordi della scuola di Capriglio, racconta al visitatore le caratteristiche geologiche (terra di fossili e di stratigrafie millenarie), pedologiche (terre di gesso e di tufo) e botaniche del territorio (www.museomammamargherita.com. Tel. 347 7699296).

Castelnuovo d’Asti (ora Castelnuovo Don Bosco)

Nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, Giovanni Bosco venne battezzato, fece la prima comunione nel 1826, frequentò il catechismo e, novello prete, cantò la sua prima messa solenne il 10 giugno 1841. Sempre a Castelnuovo, nel 1831, dopo aver abbandonato Morialdo in seguito alla morte di Don Calosso, seguì un corso di latino, soggiornando da Giovanni Roberto, sarto e musicista del paese che gli insegnò il proprio mestiere, al pari del fabbro Evasio Savio. Dopo aver trascorso l’estate nella Cascina Sussambrino si trasferì a Chieri.

Morialdo

Nel 1829 Giovanni Bosco andò ad abitare nella casa canonica addossata alla chiesa di San Pietro a Morialdo (frazione di Castelnuovo), ospite di Don Calosso, cui serviva la Messa, per dedicarsi allo studio dell’italiano e del latino: vi rimase fino alla morte del prete (novembre 1830). Sul prato davanti alla chiesa il quindicenne Giovanni Bosco incontrò per la prima volta Giuseppe Cafasso, allora chierico. Poco oltre si trova la casa in cui la famiglia di Domenico Savio visse dal 1843 al 1853, divenuta centro salesiano di soggiorno per giovani: suo padre era il cantore della chiesa e il figlio lo aiutava a cantare. Così, in pochi metri quadrati di quest’angolo del Monferrato, crebbero tre futuri santi.

Terre dei Santi

Castelnuovo d’Asti diede i natali a San Giovanni Bosco, fondatore della Congregazione Salesiana e delle Figlie di Maria Ausiliatrice, a San Giuseppe Cafasso (15 gennaio 1811), confessore e assistente dei carcerati e al beato Giuseppe Allamano (21 gennaio 1851), fondatore dell’Istituto dei Missionari e delle Suore Missionarie della Consolata. San Domenico Savio, il «santo bambino», nacque a San Giovanni, frazione di Riva presso Chieri il 2 aprile 1842. La beata Maddalena Caterina Morano, pioniera dell’istruzione femminile, nacque a Chieri il 15 novembre 1847.

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